Anno accademico 2018-2019: scelte e abbandono precoce degli studi

Dopo i dati preoccupanti del 2017 relativi al 2016, il Rapporto SDGs 2018 in merito allo scorso anno ha dato invece buone notizie. Dopo l’analisi statistica è emerso che l’abbandono scolastico precoce è calato al 13,8%, con preponderanza al Sud Italia. Qualche buon risultato lo si deve anche sicuramente alla fiducia crescente nei confronti delle scuole online, un tempo guardate invece con perplessità.

Oggi la scuola telematica ha invece ampliato il suo raggio d’azione dalle medie, alle scuole superiori, ai licei, alle università, dando a tutti la possibilità di conseguire i titoli ambiti, anche se esigenze lavorative, familiari o logistiche lo avrebbero potuto impedire. In molti casi la scuola online ha anche permesso il recupero degli anni scolastici, costituendo un vero e proprio strumento contro l’abbandono scolastico precoce.

L’abbandono scolastico è un fenomeno al centro delle politiche sia italiane che europee perché rispecchia la salute di uno stato dal punto di vista educativo ed uno dei parametri principali di valutazione di istruzione e formazione di un Paese. Uno degli obiettivi di un programma di respiro europeo, come Europa 2020, è quello di abbassare sotto al 10% la quantità di giovani fra i 18 e i 24 anni che lascia gli studi.

Per fare in modo da raggiungere questo obiettivo la strada giusta è quella di riformare la scuola per renderla migliore, puntare sull’orientamento scolastico per assicurarsi che ognuno scelga il giusto percorso, favorire la cooperazione fra i vari settori, rendendo la scuola accessibile a quante più persone possibili. Se da una parte il Paese qualche miglioramento l’ha visto, dall’altra, di fatto, il risultato è ancora insufficiente. Non tanto sulla formazione secondaria superiore, quanto sull’istruzione universitaria: la peggiore dopo l’Italia è, infatti, solo la Romania.

anno accademico 2018-2019

Qual è la scuola più scelta per il prossimo anno?

Nel 55,3% dei casi, secondo i dati statistici del MIUR, i ragazzi in Italia hanno scelto principalmente indirizzi liceali, come l’anno scorso (54,6%). A scegliere questo tipo di scuola il genere femminile. A seguire gli istituti tecnici con il 30,7%, solo con una leggerissima crescita rispetto al 2017. Diminuiscono dell’1% gli iscritti alle scuole professionali, scelte solo dal 14% dei giovani. Il grande successo dei licei, rispetto ad altri indirizzi post Licenza media, è dovuto probabilmente grazie all’introduzione di nuovi licei, come il Liceo delle scienze umane, il Liceo delle scienze applicate, il liceo sportivo.

Una differenza l’ha fatta sicuramente anche la maggiore attenzione nelle riforme scolastiche che hanno spinto sul rilancio della scuola superiore e su una formazione che dà molta importanza anche alla pratica in laboratorio, su stampo europeo. La distribuzione territoriale della scelta delle scuole per il 2018/19 parla di una maggiore percentuale di iscritti al liceo nel centro Italia, per una prevalenza dell’indirizzo tecnico al Nord Est e gli Istituti professionali al Sud.

anno accademico 2018-2019

Licei in testa

La scelta nella maggior parte dei casi, quindi, è caduta sul liceo. Resta ancora lo scientifico, che comprende tuttavia le Scienze Applicate e la sezione Sportiva, ad essere in testa alla preferenze, con il 25,6%, in aumento rispetto al 2017. Aumentano comunque anche gli iscritti al Liceo Linguistico. Le uniche iscrizioni a subire un calo sono quelle per il Liceo Artistico e quello Europeo internazionale. Ottimi i risultati anche per il nuovo Liceo delle Scienze Umane, presente anche online, scelto nell’ 8,2% dei casi, in crescita (benché lieve) rispetto allo scorso anno. Si mantiene inalterato il livello degli iscritti al liceo musicale. La regione che in Italia ha registrato una maggiore percentuale di iscritti al Liceo è il Lazio, con il 68% degli iscritti.