I nuovi istituti tecnici: lo sguardo rivolto al domani

Con la Riforma Gelmini il panorama degli Istituti Tecnici è stato rinnovato e rivoluzionato adattandosi anche al panorama europeo. Con l’anno accademico 2010-2011 gli istituti tecnici sono stati suddivisi in due settori che comprendono 11 indirizzi specifici che, com’era precedentemente la riforma, offrono agli studenti una formazione diretta per l’ingresso al mondo del lavoro.

Ciò non toglie ovviamente che comunque il diplomato sia adeguatamente preparato ad affrontare gli studi universitari qualora preferisse procedere in quella direzione.

In tutti i casi, gli istituti tecnici oggi sono divisi essenzialmente in due grandi categorie. Gli istituti tecnologici e quelli economici. In entrambi i casi la formazione si caratterizza per una solida base culturale di stampo scientifico e tecnologico, così come indicato dall’Unione Europea.

In ognuna delle due macro categorie ci sono diversi indirizzi correlati a diversi settori inerenti comunque lo sviluppo economico e produttivo del nostro Belpaese. La scuola infatti, pur rinnovata, mantiene come obiettivo fondamentale quello di preparare lo studente in modo tale che possa inserirsi facilmente e in modo rapido nel mondo del lavoro.

Quanto durano gli istituti tecnici?

Gli istituti tecnici hanno una durata di cinque anni. Ovviamente qualora si decida di farli con ScuolaOnLine tuttavia è possibile accorpare più anni in uno solo ottenendo il diploma tecnico in tempi decisamente più ridotti. Chi ha voglia di inserirsi nel mondo del lavoro molto spesso sceglie proprio la scuola telematica, per ridurre ulteriormente le tempistiche e avere un vantaggio rispetto ai propri coetanei.

La preparazione agli ITSE e agli ITST online consente altresì il recupero degli anni scolastici persi per rimettersi al passo con i coetanei e di diplomarsi anche lì dove ci sono difficoltà a frequentare fisicamente l’istituto. Alla fine del quinto anno in tutti i casi lo studente deve affrontare la maturità (sempre di persona presso l’istituto).

Quali sono: una via per ogni passione

Con la riforma Gelmini gli istituti tecnici passano da 10 settori e da 39 indirizzi a solamente due settori con 11 indirizzi, per un panorama più definito e chiaro. Per il settore economico ci sono l’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing e l’indirizzo Turismo. Per il settore tecnologico abbiamo invece: Meccanica, Meccatronica ed Energia; Trasporti e Logistica; Elettronica ed Elettrotecnica; Informatica e Telecomunicazioni; Grafica e Comunicazione; Chimica, Materiali e Biotecnologie; Sistema moda; Agrario, Agroalimentare e Agroindustria; Costruzioni, Ambiente e Territorio. Nei diversi indirizzi ci sono talvolta delle diversificazioni per il triennio, dove la formazione si fa talvolta più specifica e peculiare. Quello che hanno in comune i nuovi istituti tecnici è il fatto di essere stati pensati per l’occupabilità! Un grande vantaggio per chi li sceglie, specialmente in tempo di crisi.

Il vantaggio di fare un istituto tecnico

Gli istituti tecnici rispetto agli scorsi anni hanno avuto molto successo fra 2017-2019. Questo perché si sono dimostrati davvero efficaci per chi intende gettarsi a capofitto nel mondo del lavoro subito dopo ottenuto il diploma. In molti casi, infatti, in tempi di crisi il titolo universitario spesso non dà i risultati sperati e diventa piuttosto fondamentale ottimizzare i tempi, entrare nel mondo del lavoro e iniziare ad arricchire il proprio curriculum.

Chi si iscrive agli istituti tecnici ha, insomma, buone prospettive di trovare lavoro rapidamente. Visto che in Italia non ci sono sufficienti tecnici, avere una preparazione di questo tipo è sinonimo di occupazione. Le statistiche parlano oggi di trecentomila richieste di diplomati in questo genere di scuole: di lavoro quindi pare essercene davvero.

L’ordine portato nel settore dalla Riforma Gelmini ha dato una ventata di freschezza a questi indirizzi scolastici e ha consentito agli studenti di ottenere una preparazione di livello come i compagni europei. La preparazione è unitaria e coerente a tutti gli indirizzi (una base comune solida), ma allo stesso tempo ben impostata trasversalmente nei differenti percorsi. Ad arricchire la preparazione tecnica si ha inoltre la tendenza a prepararlo a confrontarsi, interagire, comunicare con gli altri, anche se di cultura differente.

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