maturità 2020 e coronavirus

Diplomarsi da casa, in tempi di Coronavirus: quali le direttive per la scuola?

Il Decreto legge entrato in vigore il 26 marzo ha allungato ancora il periodo di chiusura delle scuole fino al 3 maggio e c’è chi pensa che probabilmente gli studenti non torneranno più sui banchi per quest’anno. La decisione è stata presa per contenere l’emergenza del Covid-19, a fini quindi preventivi. Le misure prese attualmente dal Governo Conte stanno portando i primi risultati e infatti negli ultimi giorni i contagi sono iniziati a diminuire.

L’Italia, insomma, ce la può fare, questo sembra proprio di sì, ma ci vuole pazienza. Non si sa ancora se e quando i ragazzi torneranno sui banchi e in tanti si chiedono quali saranno le sorti per gli alunni e gli studenti e di chi questo giugno ha (o avrebbe avuto?) l’esame di maturità. Si terranno gli esami? Si dovrà diplomarsi da casa? Secondo le normali modalità o con quali?

Qualche notizia anche se non ufficiale è trapelata nel corso di queste ultime settimane, quello che è certo è che oggi come oggi gli studenti della scuola tradizionale stanno provando la didattica online che, sebbene non ben organizzata come in una scuola online, si sta mostrando davvero comoda. Non ci sarebbe insomma da stupirsi se in tanti per l’anno prossimo sceglieranno di passare ad una scuola di questo tipo e diplomarsi da casa come scelta indipendentemente da tutto.

Quando si torna a scuola e come finirà l’anno dei nostri studenti?

Il sistema di didattica online di fatto è solo da pochi giorni che si può dire essere ben funzionante o sufficientemente funzionante proprio perché nemmeno le scuole erano pronte in questo senso e i docenti men che meno. Non tutti i ragazzi e neanche i professori avevano un dispositivo informatico a disposizione e non tutti lo avevano connesso ad una rete sufficientemente veloce e stabile. Un bel problema.

Oggi che tutto funziona c’è stupore, sorpresa e un ritrovato e acclamato favore, anche di chi non l’aveva, per la tecnologia moderna. E pensare che ogni anno questi sistemi, anche migliorati, sono la base della preparazione di migliaia di studenti che fanno la scuola online, che ottengono il diploma online e che si laureano anche sempre con il medesimo sistema.

Anche se di fatto il decreto parla della possibilità di rimandare di 30 a giorni in 30 giorni la ripresa delle normali lezioni scolastiche, visto che il periodo di emergenza ha come termine finale (oggi almeno) sino a fine luglio, c’è chi si chiede se si tornerà a scuola a maggio. Di fatto voci indiscrete dicono che ormai a scuola per quest’anno accademico non si metterà più piede. Si può solo aspettare l’inizio di maggio per sapere se è vero.

Il Ministero dell’Istruzione, comunque, per fare fronte all’emergenza ha investito 85 milioni di euro proprio per potenziare la didattica a distanza, per poter seguire i ragazzi anche durante il periodo estivo in modo completo per far sì che non debbano andare a cercare le informazioni autonomamente sul web rischiando di incappare in informazioni incomplete o addirittura errate.

Diplomarsi da casa in tempi di Coronavirus?

Relativamente all’esame di Maturità oggi come oggi si è ancora in attesa di quelle che saranno le decisioni dell’attuale Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Anche se, come detto, ancora non c’è nulla di ufficiale è pur vero che la Ministro ha fatto capire di essere ancora dell’idea di far fare agli studenti una prova finale in modo che possano concludere la scuola con le tempistiche previste e cominciare in tempo, eventualmente, l’Università a settembre.

La prova tuttavia, viste le difficoltà nell’erogazione della didattica sarà una versione ridotta, più breve nonché più semplice. Anche se il sistema online, infatti, sta piacendo ai ragazzi, come detto, non ci sono state le basi per poter affrontare un Esame di Stato, peraltro in una nuova modalità, completo, strutturato e di livello come si sarebbe voluto.

L’Esame di Stato 2020 (visto che di fatto, si dovrà per certi versi diplomarsi da casa) con il Coronavirus sarà quindi in versione più leggera, ridotta, con la commissione costituita da membri interni infine e solo il presidente esterno. La divisione in due scritti e un orale resta. Nei prossimi giorni comunque il ministro dovrebbe dare informazioni più precise. Restiamo in attesa.