Insufficienze al primo quadrimestre: ecco come poter recuperare

Avere delle insufficienze alla fine del primo quadrimestre è condizione più comune tra gli studenti di quanto si tende a immaginare: i primi mesi di lezione soni, infatti, quelli in cui lo studio rischia di risultare meno approfondito e più distratto perché ancora si percepisce come lontano e poco urgente l’obiettivo della promozione all’anno scolastico successivo o dell’ammissione all’esame di Stato. Se non è servito il suggerimento a settembre di studiare passo passo e non restare indietro con le lezioni per evitare che si accumulassero argomenti di studio, ci sono però – e quali sono – consigli validi per recuperare le insufficienze del primo quadrimestre?

Forse il più importante è capire perché la propria preparazione è risultata insufficiente alle verifiche di fine quadrimestre. Nella maggior parte dei casi, come in parte già si accennava, semplicemente non si è dedicato molto tempo allo studio, si sono lasciate indietro alcune materie o si è stati distratti da una serie di impegni extra-scolastici, circostanze a cui si aggiunge quest’anno il non aver potuto partecipare alle lezioni in classe e l’essersi limitati a seguire la didattica a distanza in caso di positività al COVID-19 o di quarantene per contatti positivi. Se queste sono le ragioni delle proprie insufficienze a fine primo quadrimestre, in genere basta dedicare più tempo e più attenzioni allo studio per rimettersi in carreggiata e recuperare prima dell’inizio della seconda parte dell’anno e in tempo per svolgere con buoni risultati l’apposita verifica di recupero programmata dai professori delle singole materie.

Come recuperare le insufficienze di fine primo quadrimestre, anche le più gravi

Diverso è il caso delle insufficienze a fine primo quadrimestre che dipendono da lacune che ci si porta dietro dagli anni passati, per esempio, o da difficoltà personali nell’apprendimento. Nella comunicazione che il consiglio di classe invia alla conclusione del quadrimestre alle famiglie insieme alla scheda di valutazione condizioni come queste devono essere esplicitate perché lo studente e la famiglia possano opportunamente rimediare. Le indicazioni ministeriali rimangono vaghe, in questo caso, su che soluzioni deve offrire la scuola allo studente che ha bisogno di recuperare delle insufficienze dopo il primo quadrimestre e le decisioni quasi sempre delegate ai singoli consigli di classe. L’unica previsione è quella di almeno quindici ore di insegnamenti di potenziamento che l’alunno deve poter seguire prima di svolgere l’apposita verifica di recupero. A volte, se l’istituto è di quelli che hanno all’attivo PON, POR, PTOF o altre offerte formative simili, allo studente con insufficienze al primo quadrimestre può essere proposto di seguire quelli che sono a tutti gli effetti dei corsi di recupero pomeridiani in cui gruppi interclasse ripercorrono il programma didattico dei primi mesi di lezioni. Raramente nelle settimane immediatamente successive alla fine del primo quadrimestre i consigli di classe fissano un periodo di sospensione di attività didattica durante il quale, di fatto, sono organizzate attività alternative che permettono il recupero agli studenti insufficienti e il potenziamento di quelli che hanno ottenuto invece la sufficienza. Più frequentemente gli insegnanti delle singole discipline in cui l’alunno ha avuto delle insufficienze gli suggeriscono un percorso di studio personalizzato e finalizzato al recupero, facendo tutoraggio al bisogno. Soprattutto in casi come l’ultimo non è raro che le famiglie decidano, avendone le possibilità, di affiancare allo studente insegnanti privati e professionisti del recupero insufficienze scolastiche.

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