La domanda sull'inclusività della scuola italiana è complessa e non trova una risposta univoca, nonostante il quadro normativo e gli investimenti significativi. La scuola italiana si è sempre vantata di essere pioniera nell'integrazione, soprattutto grazie alle riforme degli anni '70, che hanno aperto le porte agli studenti con disabilità e, successivamente, agli alunni stranieri. Tuttavia alcuni studi, anche a opera della Caritas, emergono diversi problemi che mettono in discussione l'efficacia reale di questo “sistema inclusivo”.
Le criticità principali riguardano la governance e la burocrazia, che spesso rallentano o ostacolano l'attuazione delle politiche inclusive. Tra i problemi più gravi troviamo l’elevata mobilità degli insegnanti di sostegno, la carenza di docenti specializzati e l'assegnazione casuale degli insegnanti agli studenti con disabilità, senza tener conto delle specifiche esigenze di ognuno di essi. La pandemia non ha fatto che aggravare la situazione che ha messo in luce la fragilità del sistema scolastico italiano, in particolare per quanto riguarda la didattica a distanza della scuola tradizionale (tutt’altra cosa sono le scuole online).
Il lockdown ha accentuato le disuguaglianze. Molti studenti, specialmente quelli con disabilità o in situazioni socio-economiche difficili, hanno faticato a seguire le lezioni a distanza, non solo per la mancanza di strumenti adeguati, ma anche a causa di un supporto inadeguato da parte del sistema scolastico tradizionale. La scarsità di competenze digitali da parte dei docenti e la mancanza di un piano ministeriale strutturato hanno contribuito a lasciare indietro i più vulnerabili, trasformandoli in "invisibili" all'interno del sistema educativo.
A conti fatti, insomma, la scuola italiana è formalmente inclusiva, ma nella pratica ci sono numerosi ostacoli che impediscono una vera inclusione, con un divario tra le buone intenzioni delle leggi e la loro applicazione concreta. Manca un coordinamento efficace, una programmazione a lungo termine e un’adeguata preparazione del personale. Per raggiungere una reale inclusione, è necessario superare queste inefficienze e garantire che nessuno venga lasciato indietro, come previsto dai principi stessi del nostro sistema educativo.
Fintanto che ciò non avviene, le soluzioni adottate dalle famiglie che hanno necessità speciali, sono diverse: accanto alla formazione parentale, tantissimi hanno scelto di affrontare un percorso formativo online. La scuola online non è la formazione a distanza proposta dalla scuola tradizionale, ma una scuola che nasce e si sviluppa nei suoi vari aspetti per essere erogata tramite piattaforme di e-learning. Non ha quindi tutte le problematiche che si sono potuti riscontrare nella formazione delle scuole standard durante il lockdown.
Inclusiva grazie ad una flessibilità senza eguali, la scuola online è per tantissimi oggi la scelta ideale. La formazione viene fatta tramite il web, attraverso piattaforme di e-learning, ed ha orari e ritmi su misura per ogni studente. Sportivi professionisti, lavoratori o chiunque non trovi nella scuola tradizionale la risposta giusta alle sue esigenze può trovare nella scuola online il modo per raggiungere i propri obiettivi.
