La Maturità 2026 si preannuncia come un vero spartiacque nel mondo della scuola italiana. Dopo mesi di confronti, bozze e anticipazioni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha finalmente svelato il nuovo volto dell’Esame di Stato che attende centinaia di migliaia di studenti. Un cambiamento profondo, che punta a rendere la prova più moderna, meritocratica e vicina alle competenze reali degli studenti. Vediamo insieme quando si svolgerà, come funzionerà e quali sono le principali novità introdotte dal nuovo decreto Maturità 2026 (DL 127).
Le date ufficiali della Maturità 2026 sono già state fissate con apposita ordinanza ministeriale. La prima prova scritta di Italiano si terrà mercoledì 17 giugno 2026, alle ore 8:30, contemporaneamente in tutte le scuole italiane, come da tradizione. Seguirà la seconda prova scritta il giorno successivo, giovedì 18 giugno 2026, dedicata alla materia caratterizzante di ciascun indirizzo di studi.
Eventuali terze prove scritte (nei pochi casi previsti dagli ordinamenti autonomi o dalle scuole con indirizzi particolari) potranno essere calendarizzate il 24 giugno 2026. Gli orali inizieranno nella settimana successiva e saranno organizzati autonomamente da ciascuna commissione, secondo un calendario interno.
Rispetto agli anni passati, la novità principale riguarda la gestione più flessibile dell’orale e la possibilità di concludere l’intero esame entro il mese di luglio 2026, senza prolungamenti estivi come accaduto in passato. L’obiettivo del Ministero è garantire un calendario più ordinato e tempi certi per tutti.
La struttura dell’esame rimane tripartita, ma con alcune modifiche sostanziali. La prima prova scritta, nazionale, continuerà a valutare le capacità espressive, critiche e argomentative attraverso diverse tipologie di tracce (analisi del testo, saggio breve, tema d’attualità). Tuttavia, il numero di tracce sarà ridotto a cinque, per rendere la scelta più mirata e coerente con le competenze linguistiche richieste.
La seconda prova verterà sulla materia d’indirizzo (Latino per il Classico, Matematica per lo Scientifico, Economia Aziendale per il Tecnico e così via) e potrà essere mista solo in casi particolari, decisi annualmente dal Ministero.
Il colloquio orale cambia volto: da giugno 2026, sarà composto da quattro aree disciplinari principali, scelte sulla base del percorso formativo dello studente. Non ci sarà più l’esame “enciclopedico”, ma un confronto più mirato e concreto.
Il punteggio finale resterà su 100 punti, così suddivisi: 40 punti per il credito scolastico accumulato nel triennio, 20 punti per la prima prova, 20 per la seconda e 20 per l’orale. Resta la possibilità di ottenere la lode, ma solo con un percorso scolastico impeccabile e un esame perfetto.
Il Ministro Giuseppe Valditara ha presentato la riforma come una “Maturità del merito e della responsabilità”. In più occasioni ha sottolineato che il nuovo impianto punta a premiare l’impegno costante, riducendo la casualità dell’esame e valorizzando la preparazione costruita durante tutto il triennio.
Valditara ha dichiarato: “Vogliamo una scuola che formi cittadini consapevoli, non studenti che ripetono nozioni. L’Esame di Stato deve misurare competenze reali, non memorie fotografiche.”
La riforma, infatti, mette l’accento sulla chiarezza delle regole, sulla valutazione trasparente e sull’introduzione di meccanismi che premiano la partecipazione e l’impegno.
Il Decreto Legge 127/2025, soprannominato “Decreto Maturità 2026”, è il testo normativo che dà forma concreta alla riforma. Le parole chiave sono semplificazione, merito e sicurezza.
Tra i punti salienti del decreto troviamo: la riduzione del numero di materie all’orale, la valutazione più equilibrata dei crediti scolastici, l’istituzione delle mini commissioni e l’introduzione di bonus per gli studenti meritevoli. Inoltre, vengono introdotte regole più severe per le assenze ingiustificate e per chi si rifiuta di sostenere le prove.
Una delle novità più attese riguarda le commissioni ridotte: ogni commissione sarà composta da quattro membri interni e un presidente esterno, al posto dei sei commissari tradizionali. Questo permetterà una gestione più snella, concentrata e coerente con il percorso degli studenti.
Inoltre, nasce il “bonus merito”, un punteggio aggiuntivo (fino a 5 punti) destinato a chi abbia mantenuto una media superiore al 9 durante il triennio o si sia distinto per progetti, stage o attività di cittadinanza attiva. L’obiettivo è motivare e riconoscere il valore di chi si impegna costantemente.
Un punto che ha fatto molto discutere è l’introduzione della bocciatura automatica per chi non risponde alle domande durante l’orale o rifiuta di sostenere la prova. Il decreto è chiaro: l’atteggiamento di totale mancata partecipazione equivarrà a rinuncia all’esame.
Questa dura misura, secondo il Ministero, vuole restituire dignità all’impegno e alla serietà del momento finale del percorso scolastico. “La scuola è dialogo, non silenzio”, ha commentato Valditara, sottolineando che la maturità deve essere un’occasione per mostrare consapevolezza, non paura.
Il nuovo colloquio orale sarà più concentrato e tematico: solo quattro discipline verranno affrontate, selezionate dal consiglio di classe sulla base del percorso di studi. L’obiettivo è permettere una valutazione più approfondita e autentica, legata ai reali interessi dello studente.
Niente più domande casuali su tutto il programma: lo studente potrà dimostrare competenze interdisciplinari, ma in un contesto guidato e più umano. Un modo per trasformare l’orale da interrogatorio a dialogo formativo.
Il Decreto Maturità 2026 rafforza anche il legame tra scuola e mondo del lavoro, introducendo una sezione dedicata alla valutazione delle esperienze di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento). Inoltre, viene potenziata la formazione sulla sicurezza, requisito imprescindibile per poter accedere all’esame.
Le scuole dovranno certificare che ogni studente abbia completato i moduli sulla sicurezza sul lavoro, anche in modalità digitale. Si tratta di una misura pensata per unire educazione civica, responsabilità e preparazione al futuro.
Come ogni riforma, anche questa divide. Tra i pro, molti studenti apprezzano la chiarezza del nuovo orale, l’introduzione del bonus merito e l’idea di una commissione più piccola e coesa. Si tratta di passi concreti verso una maturità più moderna e meno dispersiva.
Tra i contro, c’è chi teme un’eccessiva rigidità nelle regole e una pressione maggiore legata al voto di condotta e ai crediti. Tuttavia, il messaggio del Ministero è chiaro: la Maturità 2026 vuole essere un traguardo di crescita, non solo un esame.
